10-03-2017

Zafferano made in FVG: l’Ateneo impegnato nel progetto "Habitat"

L’Università di Udine dedica due incontri, il 13 e 14 marzo, allo zafferano, la più preziosa tra le spezie, usata per aromatizzare i cibi, a scopo medicinale e, anticamente, per tingere i tessuti. Anche in Friuli Venezia Giulia infatti, cresce l’interesse per la coltivazione di questa pianta, le sue proprietà e la tecnica colturale, studiate dai ricercatori dell’Ateneo friulano con un progetto ad hoc.

Il primo seminario, su “Lo zafferano: tecnica colturale e aspetti qualitativi”, si terrà lunedì 13 marzo, dalle 13.30 alle 15.30, nell’aula 5 del polo scientifico dell’Ateneo (via delle Scienze 206). 

“Risultati sperimentali sullo zafferano: sfide e prospettive” è invece il tema del secondo incontro, martedì 14 marzo, dalle 10.30 alle 12.30, nella sala conferenze del polo di via Sondrio 2/a a Udine.

Ai due appuntamenti interverrà Fabio Gresta dell’Università di Reggio Calabria. I seminari, coordinati da Luisa Dalla Costa, sono organizzati dal corso di laurea magistrale in Scienze e Tecnologie agrarie del Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali

Il progetto “Habitat”. Per capire le migliori condizioni pedo climatiche per produrre uno zafferano di qualità superiore, grazie alla varietà di ambienti che la regione offre, il Dipartimento di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Università di Udine, in collaborazione con Aurum Julii, ha dato vita al progetto “Habitat”. L’obiettivo è valutare la risposta quanti-qualitativa di tre varietà di bulbi di zafferano coltivato in ambienti pedoclimatici diversi. L’esperimento si svolge in sette campi prova: a Polcenigo (media altitudine), Tramonti (terreno argilloso), Sauris (montagna), Basiliano (media piovosità), Carso triestino (terreno arido), Fossalon – Grado (terreno limoso), Artegna – Magnano (zona morenica). Attualmente la produzione mondiale di zafferano si attesta sulle 178 tonnellate l’anno, la maggior parte provenienti da Iran, India, Grecia, Marocco, Spagna e Italia. 

Le caratteristiche. Lo zafferano, prodotto dagli stigmi di Crocus sativus, di qualità̀ ha proprietà̀ salutistiche nettamente superiori a quelle di altri prodotti naturali. La parte pregiata sono i tre stimmi del fiore. Durante il periodo della fioritura (ottobre e novembre) i fiori vengono raccolti ogni mattina ancora chiusi. Gli stimmi vengono separati dai petali manualmente e poi essiccati, rigorosamente in giornata, per preservarne la qualità. In pratica, un processo ad altissima intensità di manodopera. 

La storia. Lo zafferano è una pianta molto antica che veniva usata dai medici egizi per preparare droghe medicamentose già 1500 anni prima di Cristo. Da sempre simbolo di raffinatezza e ricchezza, compare nella Bibbia, nei poemi omerici e nei papiri egizi. Gli imperatori romani ne facevano frequente uso. Marco Polo racconta di contrattazioni che avvenivano a peso d’oro o di Zafferano. Il suo nome deriva dal persiano “za’faran”, che significa oro, e, nello stesso tempo, anche splendore, saggezza. L’habitat originale è stato il Mediterraneo, dove si coltiva da 3500 anni.