10-04-2017

“Un tesoro di suolo”: reportage fotografici su casi di cementificazione del suolo in regione

Sarà visitabile fino a martedì 18 maggio a Udine presso il polo scientifico dell'Ateneo, in via delle Scienze 206 (corridoio a destra dall’ingresso principale, dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 19), la mostra fotografica “Un tesoro di suolo”. L’esposizione raccoglie in 26 pannelli la documentazione fotografica di un repertorio di casi di consumo di suolo sul territorio regionale, anche in tempi recenti. I reportage sono stati realizzati da studenti universitari e cittadini, e sono il risultato dei due progetti omonimi svolti da Legambiente con l’Università di Udine e con l’Università di Trieste, con la partecipazione attiva della popolazione locale che è stata stimolata a raccogliere fotografie su casi di consumo di suolo.

Lo sviluppo della società umana «è fortemente legato – sottolinea Luca Cadez, coordinatore della mostra per Legambiente - alla capacità di utilizzare in modo sostenibile le risorse del territorio pensando anche alle generazioni future. Il suolo che noi “consumiamo” con le nostre attività, abitazioni, strade, ferrovie, industrie, viene irrimediabilmente perso poiché l'impermeabilizzazione di queste porzioni di territorio crea danni irreversibili. E oggi la crescita delle superfici artificiali è diventata allarmante. L’Italia, per esempio, è fra le nazioni più cementificate d’Europa, e il Friuli Venezia Giulia, con quasi l’8.8% di superficie urbanizzate, è al 5° posto nella classifica nazionale».

«La mostra – spiegano Elisabetta Peccol e Mario Taverna, ricercatori del Dipartimento di scienze agroalimentari, ambientali e animali e coordinatori della mostra per l'Ateneo friulano - intende sottolineare l'importanza di proteggere il suolo dagli "appetiti edificatori", essendo questa una risorsa non rinnovabile e bene comune, che produce servizi ecosistemici di interesse per la collettività. Purtroppo il suolo è anche l'unica risorsa non ancora tutelata da una direttiva comunitaria e questo è ancora più grave, se consideriamo che il tempo per la formazione di questa risorsa può variare tra le centinaia e le migliaia di anni. Un suolo sano e vivo ci protegge dai disastri ambientali, dai cambiamenti climatici, dalle emergenze alimentari. Tutelare il suolo è il presupposto per garantire il benessere di popolazioni ed esseri viventi».

«La mostra – conclude Cadez – è stata allestita con lo scopo di sviluppare la sensibilità dei visitatori su questo problema, invitandoli a prestare più attenzione ai casi di consumo di suolo, affinché diventino loro stessi "sentinelle" e soggetti attivi a presidio del loro territorio».