27-09-2017

Udine per un giorno capitale europea della sicurezza informatica

Giovedì 28 settembre si terrà a Udine il convegno internazionale “Cross-Border Digital Forensics”, un evento interamente dedicato all’attualissimo tema della sicurezza informatica. L’iniziativa della Scuola Superiore dell'Università di Udine e del dipartimento di Scienze giuridiche (Disg) si avvale anche della prestigiosa collaborazione con l’Istituto di Teorie e Tecniche dell’Informazione Giuridica del CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche). Obiettivo del convegno è la creazione di un network internazionale, composto da università, centri di ricerca, istituzioni giudiziarie e aziende attive in questo campo. Ci si propone inoltre di coinvolgere gli studenti universitari e i professionisti, per generare maggiore consapevolezza sulle opportunità e sui rischi delle tecnologie. “Cross-Border Digital Forensics” è organizzato con il supporto della Fondazione Friuli e gode del Patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Udine e della Camera Penale Friulana. L’evento è aperto a tutti previa registrazione.

La "digital forensics" riguarda l'acquisizione delle prove informatiche: si tratta di una materia interdisciplinare fra diritto e informatica che sta diventando sempre più importante. Ormai, l'analisi dei dispositivi elettronici (computer, tablet, smartphone), così come l'acquisizione delle tracce digitali lasciate sulla Rete, è alla base di molti procedimenti giudiziari non solo in campo penale. Le innovazioni tecnologiche, soprattutto in questi casi, impongono non soltanto un continuo aggiornamento da parte degli operatori, ma soprattutto una efficace condivisione dei problemi.Proprio per questo è necessario aprirsi a una dimensione internazionale e intersettoriale.

«Con questo evento intendiamo proseguire lungo la linea tracciata con il convegno nazionale del 2012 – Federico Costantini, del Disg, a nome degli organizzatori – e sottolineare come la prova informatica rappresenti una sfida non tanto sotto il profilo tecnologico o tecnico-giuridico, quanto sotto l’aspetto umano. Su queste problematiche, per molti versi nuove, è importante lavorare tutti insieme – accademia, forze dell’ordine, magistrati, avvocati, consulenti tecnici. Ed è importante la collaborazione fra esperti di diritto e di ITC, fra il livello nazionale e quello internazionale, per costruire un “ecosistema” fondato sulla fiducia reciproca, in cui la giustizia possa essere perseguita in modo più efficiente».

Già nel 2012 a Udine era stato organizzato un convegno dal Comitato Digital Forensics, che ebbe un grande successo in termini di pubblico e di apprezzamento da parte di Forze dell'Ordine e Avvocati. Il comitato scientifico dell’iniziativa 2017 è composto da professori afferenti all’ateneo friulano (prof. Alberto Policriti, prof. Andrea Scella, dott. Federico Costantini), ma anche all’Università di Catania (prof. Sebastiano Battiato) e al Ministero di Giustizia sloveno (prof.ssa Liljana Selinšek). A palazzo di Toppo Wasserman il prossimo giovedì si parlerà fra le altre cose: del progetto internazionale “Evidence” con la prof.ssa Maria Angela Biasiotti, di indagini transfrontaliere con inquirenti esperti provenienti da Italia, Slovenia e Croazia (per l’Italia parteciperà il Ten. Col. Andrea Raffaelli dei R.O.S. Carabinieri di Roma). È prevista inoltre la prestigiosa partecipazione del prof. Nhien-An Le-Khac del Centre for Cybersecurity & Cybercrime Investigation (CCI) dell’University College di Dublino, istituzione che organizza sul tema uno dei più importanti master in Europa.

È noto che la tecnologia ha determinato consistenti innovazioni in molti aspetti della società. Per quanto concerne il diritto, in pochi decenni profondi e rapidi mutamenti hanno inciso su una civiltà giuridica millenaria come quella europea e sulle tradizioni giuridiche nazionali di cui essa si compone. Nel prossimo futuro si presentano diverse ulteriori sfide. Anzitutto, il carattere transnazionale diventa elemento fisiologico dei reati più comuni (si pensi alla diffamazione on line) e non è più esclusivo dei reati più gravi (criminalità organizzata, per non dire il terrorismo). In secondo luogo, l’introduzione di nuove tecnologie particolarmente pervasive (Internet of Things) e la diffusione dell’intelligenza artificiale richiedono la ridefinizione non solo dei modelli di gestione della sicurezza ma anche delle procedure di acquisizione delle prove informatiche. In terzo luogo, l’entrata in vigore di nuove norme, come il “Pacchetto Privacy”, impone non soltanto un adeguamento tecnologico e organizzativo a istituzioni e imprese, ma ulteriori investimenti in termini di professionalità da parte degli operatori.

Il Convegno è organizzato dal Dipartimento di Scienze giuridiche e dalla Scuola Superiore dell’Università di Udine, nonché dall’ITTIG (Istituto di Teoria e Tecniche dell’Informazione giuridica) di Firenze (Consiglio Nazionale delle Ricerche) con il contributo della Fondazione Friuli. L’evento è organizzato nell’ambito del corso “Diritto e Beni culturali nell’era digitale” (modulo di Informatica e Diritto) della Scuola Superiore dell’Università di Udine e del workshop in “Digital Forensics” (insegnamento di Informatica giuridica) del Dipartimento di Scienze giuridiche.