21-08-2017
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Polizia Locale: oltre 1500 ore dedicate alla sicurezza urbana

Risponde con i fatti il Comune di Udine in merito alla vicenda dell’edificio occupato in via Castelfidardo e alle accuse rivolte alla Polizia Locale e all’amministrazione di fronte a simili fenomeni. Risponde citando i dati forniti dalla stessa Polizia Locale dell’Uti Friuli Centrale sulle ore lavorative dedicate all’attività di Sicurezza urbana sul territorio comunale: 1500 circa nel periodo gennaio-agosto 2017, ovvero oltre 180 al mese, per eseguire tra gli altri 5 interventi per sgombero, 8 interventi per sfollamento di bivacchi nei parchi, e 45 fermi per identificazione di cittadini extracomunitari, che hanno comportato anche l’esecuzione dei rilievi fotodattiloscopici e il controllo di precedenti tramite Afis.

«Dati incontestabili, che vanno a rispondere alle esternazioni semplicistiche che sono state fatte recentemente sul comportamento dell’amministrazione in relazione alle occupazioni negli edifici privati abbandonati – spiega il sindaco Furio Honsell – .Credo che i numeri siano eloquenti dell’attività svolta quotidianamente dalla Polizia Locale per evitare fenomeni come quello di via Castefidardo. Su questo singolo fatto in particolare ho dato ordine ai nostri uffici di contattare la proprietà affinché prenda al più presto provvedimenti per rendere inaccessibili le aree. Non è dignitoso per la città di Udine che ci siano persone che vivono in questo modo. Ma i problemi legati all’attuale meccanismo nazionale di gestione delle presenze di richiedenti asilo, la cui domanda è stata accolta, non potranno trovare soluzione se non vengono affrontati con lucidità e chiarezza, come giustamente ha già spiegato l’assessore Nonino. Ringraziamo quindi le forze dell’ordine per il loro impegno, ma è chiaro che la soluzione di questo problema riguarda le strategie nazionali».

«Ringrazio gli interventi puntuali e attenti della Polizia Locale e delle forze dell’ordine che hanno consentito in condizioni di grande difficoltà di tenere sotto controllo fenomeni che vanno ben oltre le normali competenze» aggiunge l’assessore all’inclusione Sociale Antonella Nonino.

Nel dettaglio, i cinque sgomberi hanno riguardato viale XXIII Marzo (con smantellamento di una struttura improvvisata e identificazione e denuncia delle persone presenti in loco), l’area del Cimitero S. Vito (con la chiusura di una casa abbandonata in via Villa Gori), l’ex Dormisch (per la quale è stato richiesto alla proprietà la chiusura così da evitare ingressi non autorizzati), il parco del Cormor (con lo smantellamento di una baracca) e infine via Zilli, con un intervento ancora in corso. Per quanto riguarda invece il caso di via Calatafimi, un sopralluogo era stato effettuato a fine maggio con tanto di utilizzo di un drone a seguito di una segnalazione per abbandono rifiuti, ma non aveva rivelato la presenza di abusivi.

Otto sono stati gli interventi nei parchi (parco Moretti, parco del Cormor, parco Vittime delle Foibe, parco Pascoli e parco di via Di Brazzà) eseguiti su segnalazione dei cittadini, che avevano evidenziato situazioni di bivacco. Altre quattro contestazioni sono state elevate in materia di accattonaggio molesto.

A tutto questo si aggiungono 10 servizi di ordine pubblico con ordinanza del Questore per controllo criminalità, altri 20 per controlli alla Cavarzerani, e altri tre che hanno riguardato sia la Cavarzerani che l’ex caserma Piave.

I fermi a seguito di attività di identificazione di cittadini extracomunitari sono stati 45, con sette denunce alla Procura per false dichiarazioni sulla propria identità personale (tre persone sono state sottoposte alla radiografia del polso per accertamento dell’età). La polizia locale ha infine affidato 62 minori stranieri extracomunitari non accompagnati alle strutture di accoglienza dedicate.

Sono stati infine 25 le comunicazioni di reato alla Procura minorile (per ingresso e soggiorno illegale nel territorio dello Stato), e 64 i cittadini extracomunitari denunciati per reati (tra i quali danneggiamento, violazione del foglio di via e inosservanza del provvedimento di allontanamento).

Mediamente, ognuna di queste attività ha comportato l’impiego di due operatori, con un tempo medio di esecuzione di circa sei ore, a cui bisogna aggiungere tutto il lavoro preparatorio (reperimento di informazioni, individuazione delle ditte per la ripulitura dei siti, smantellamento delle strutture e chiusura degli edifici) e quello seguente derivante da attività delegate dalla procura o di testimonianza.

Oltre a questo, ovviamente, non sono mancate le azioni di vigilanza stradale, verifica delle pratiche edilizie e di commercio, sorveglianza ambientale, servizi alle manifestazioni culturali e presenza sul territorio.

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