28-01-2019
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L’influenza della poesia di Ovidio dalla letteratura imperiale al Novecento

Giovedì 7 e venerdì 8 febbraio esperti da università italiane ed europee si riuniranno all’Ateneo di Udine in occasione del convegno internazionale organizzato nell’ambito del progetto di ricerca dipartimentale “Dopo Ovidio. Aspetti dell’evoluzione del sistema letterario nella Roma imperiale” (PRID 2017) del Dipartimento di Studi umanistici e del patrimonio cultutrale (DIUM) dell’Ateneo friulano. Gli studiosi si interrogheranno sull’influenza esercitata dalla poesia di Ovidio sulla letteratura imperiale dei primi secoli dell’era comune con alcune incursioni in epoche successive, per arrivare fino al Novecento. Il convegno si aprirà alle 14.30 di giovedì 7 febbraio presso la Sala Florio di Palazzo Florio, via Palladio 8, Udine.

«L’obiettivo di questo convegno – spiega Chiara Battistella, responsabile scientifica del progetto dell’unità di ricerca - è di aggiungere un ulteriore, nuovo tassello alla storia della fortuna e della ricezione di Ovidio: in particolare, si intende dimostrare come la spinta innovatrice praticata costantemente da questo poeta nelle sue opere abbia lasciato tracce indelebili nella costruzione del sistema letterario della Roma imperiale, investendo, tra continuità e rottura, aspetti quali il confine tra generi letterari, il recupero di temi e forme, la presenza e il ruolo del mito».

Il progetto “Dopo Ovidio. Aspetti dell’evoluzione del sistema letterario nella Roma imperiale” vede attivamente impegnati Chiara Battistella, Emanuela Colombi, Maria Luisa Delvigo, Marco Fucecchi e Fabio Vendruscolo del DIUM. Il finanziamento ottenuto dall’unità di ricerca ha permesso di articolare il progetto in tre momenti: a febbraio 2018 si è tenuto un workshop internazionale volto a individuare i principali spunti e temi di riflessione che saranno, appunto, oggetto dell’imminente convegno, a cui seguirà, infine, la preparazione di un volume d’atti a cura dei componenti dell’unità PRID. Al convegno internazionale interverranno, oltre ai componenti dell’unità, esperti dalle università italiane di Milano, Pisa, Roma, Siena, Torino, e straniere di Ginevra, Lubiana, Parigi.