21-09-2017

Le vie dell'acqua, architetture idrauliche nella bassa friulana fra acqua e terra

Promuovere una “cultura dell’acqua” valorizzando il sistema di opere idrauliche del territorio; sistema che, ogni giorno, fornisce un servizio indispensabile eppure ai più ancora “invisibile”. E’ l’obiettivo del progetto “Le vie dell’acqua. Architetture idrauliche nella bassa friulana - Fra acqua e terra”, una ricerca sugli aspetti storici, sociali e architettonici della gestione delle acque nella Bassa friulana, in particolare la zona di Lignano Sabbiadoro e del suo entroterra, effettuata dall’Università di Udine - dipartimento di Lingue e letterature, comunicazione, formazione e società (responsabile scientifico del progetto Andrea Guaran, ricercatrice Sabrina Tonutti).

Promosso dalla Cassa Edile di Mutualità e Assistenza della Provincia di Udine (Museo del Patrimonio Edile Cantîrs), il progetto è sostenuto dalla Consulta dell’Ambito Territoriale Ottimale (CATO) in collaborazione con il Museo Etnografico del Friuli (Civici Musei di Udine), dove sarà inaugurata sul tema una mostra, sabato 23 settembre alle 11 (fino al 3 dicembre 2017).

Ad illustrare la presentazione svoltasi nel Comune di Udine il progetto per la Cato - Consulta dell’Ambito territoriale ottimale, il direttore del Consorzio Bonifica Pianura Friulana, Massimo Canali, con la presidente Rosanna Clocchiatti, Andrea Guaran, geografo dell'Università di UdineAngela Martina, presidente della Cassa Edile di mutualità e assistenza della provincia di Udine, nonché del Cefs - Centro edile per la formazione e la sicurezza di Udine, e l'assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone.

«Lo scopo è quello di valorizzare le attività, le opere, la storia e la funzione del sistema di gestione delle acque nella Bassa Friulana - spiega per la CATO il direttore del Consorzio Bonifica Pianura Friulana, ing. Massimo Canali -, spesso sconosciuto ai cittadini perché “mimetizzato” sotto terra. Ci si accorge della sua presenza solo quando ci sono criticità, come allagamenti o, al contrario, mancanza di acqua». E in questo il Consorzio gioca un ruolo di enorme rilievo: «garantire salubrità, controllo e gestione del territorio è la mission che intendiamo comunicare anche ai non ai lavori, perché le opere dell’ente servono a tutti», ha osservato la presidente Rosanna Clocchiatti.

Nella mostra, allestita al Museo Etnografico fino al 3 dicembre prossimo
, il discorso espositivo si articola attraverso l’intreccio di diverse documentazioni (testi, fotografie storiche e contemporanee, mappe storiche, disegni e progetti, documenti d’archivio, video-interviste, oggetti), tra cui anche un documentario sulle vie dell’acqua realizzato da Paolo Comuzzi – NIKAM. Si va dalla realizzazione delle opere di bonifica idraulica degli anni 30 del secolo scorso (canali, idrovore) alle opere del servizio idrico integrato (acquedotto, fognatura, depurazione), costruite a seguito della creazione della città di Lignano a partire dagli anni 60 del secolo scorso. Inoltre si descrive come oggi vengono gestite le infrastrutture. Tra i personaggi storici della mostra si evidenzia il Prefetto Mori, che negli anni 30 bonificò l’Istria e la bassa friulana, la “piccola Olanda del Friuli” (Lignano si trova sotto il livello del mare), strappandola alla malaria e e consegnandola alle attività agricole, con una Lignano turistica che diventa poi l’emblema di questa trasformazione.

«Il Museo Etnografico annovera nel proprio patrimonio principalmente aspetti legati alle tradizioni popolari del Friuli – spiega l'assessore alla Cultura del Comune di Udine Federico Pirone -, che testimoniano quindi una parte della società, dell'economia e della cultura di questo territorio. Questa mostra è particolarmente importante perché consente di mostrare aspetti non presenti nel museo ma significativi per la città di Udine e per il Friuli perché legati all'organizzazione del territorio, al suo sviluppo e al miglioramento delle condizioni sociali: l'acqua è uno dei beni più preziosi che abbiamo, ed è per noi fondamentale riconoscerlo sia rispetto al passato che al presente».
 
«Le vie dei corsi d’acqua sono soprattutto sotterranee, non si vedono e non si conoscono – ha affermato il docente universitario Andrea Guaran, alcune hanno ridisegnato il territorio, trasformando zone malsane in ricche e fertili, addirittura alcune in aree fortemente urbanizzate come Lignano, città circondata da idrografie diverse». «La mostra non riprende solo la storia delle opere, ma anche di famiglie che vi hanno contribuito – ha aggiunto la presidente della Cassa edile Angela Martina -. “Le vie dell’acqua” si inserisce nel più ampio progetto “Cantirs”, il museo dell’edilizia itinerante».

In occasione dell’inaugurazione della mostra è prevista una prolusione dei ricercatori e gli studiosi coinvolti nel progetto, nonché dei rappresentanti degli enti che hanno collaborato all’iniziativa tra cui il Cafc, che ha messo a disposizione prezioso materiale documentario e fotografico custodito negli Archivi della società. Il Presidente, già sindaco di Latisana, Salvatore Benigno, sottolinea «la dedizione svolta dal personale a cui è stato affidato il compito di selezionare e ordinare le notizie storico-economiche relativamente all'acquedotto di Latisana e Lignano, consentendo così la realizzazione dei pannelli che ricostruiscono la nascita e l'evoluzione di queste strutture. Il percorso educativo-pedagogico è molto utile per far avvicinare anche i non addetti ai lavori alla realtà idraulico-ingegneristica del territorio, al fine di informare la cittadinanza tramite immagini e testi di ricostruzione storica, in linea con la missione specifica assunta da Cafc».