16-06-2015
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Grande Guerra, un anno di eventi per “Le stagioni della memoria”

Un riconosciuto maestro internazionale dell’illustrazione come Lorenzo Mattotti. Un’anima, e un volto, del cinema e del teatro contemporaneo come Giuseppe Battiston. Ma anche le due colonne portanti di Emergency, Cecilia e Gino Strada. Saranno loro a testimoniare l’impegno dell’amministrazione comunale nel progetto per una nuova rappresentazione della prima guerra mondiale. Per restituire il senso della guerra dal punto di vista di chi oggi vive in prima persona i danni e le devastazioni subite dalle popolazioni nelle zone di conflitto. Perché “dare voce a chi è vicino alle vittime e ai profughi delle guerre in corso significa ricordare i morti della prima guerra mondiale con gli occhi degli ultimi di oggi ed evitare il rischio di celebrare l’idea stessa di guerra”.

Sta per partire “Le stagioni della memoria”, il ricco programma di appuntamenti tra cinema, musica, conferenze, mostre e molto altro ancora che il Comune di Udine ha organizzato da qui a maggio prossimo all’interno del più ampio contenitore “Udine storie in corso 1914-2018” per ricordare il centenario della prima guerra mondiale.

“A un secolo di distanza – spiega il sindaco Furio Honsell – è sufficiente sentir pronunciare l’appellativo ‘Grande Guerra’ per gettarci nell’orrore e suscitare in molti di noi una ribellione dettata dal sentire ancora definire ‘Grande’ una guerra. Il secolo che ci separa da quei fatti è anche un secolo di rappresentazioni di quella stessa guerra spesso ipocrite e strumentali, che hanno trasformato un’atroce carneficina in un mito. Udine che fu ‘capitale della guerra’ – conclude – vuole invece offrire oggi tutte le opportunità culturali, artistiche e sociali più creative per far rinascere un autentico impegno di pace e pluralismo, fornendo spunti e testimonianze sia storiche che contemporanee per far capire cosa non deve più avvenire”.

Ricco, si diceva, il calendario di appuntamenti curati per la direzione scientifica da Luca Giuliani, storico, esperto di archivi cinematografici e responsabile dei progetti culturali della Cineteca del Friuli. Tutti appuntamenti legati tra loro dal sottile filo rosso di una “commemorazione” non fine a sé stessa, ma funzionale a sviluppare un dibattito sull’attualità della guerra. E il senso lo spiega l’assessore comunale alla Cultura Federico Pirone. “Cambiare il modo di costruire una memoria – chiarisce – , proporre un’idea di rappresentazione della prima guerra mondiale leggibile e coinvolgente, accorciare le distanze temporali rispetto a quell’immane tragedia di cento anni fa, ma anche ridurre le distanze geografi che e culturali rispetto ai conflitti del mondo di oggi, capire il nostro presente e i suoi cambiamenti a partire da una riflessione non scontata sull’eredità di quegli eventi, pensare il futuro di questa città secondo una prospettiva europea, fungere da stimolo affinché Udine, da ‘capitale della grande guerra’, proponga un modello di società basato sul dialogo, sull’inclusione, sulle opportunità. Tutto ciò – prosegue Pirone – è possibile in una città all’epoca teatro deicombattimenti e oggi depositaria di un patrimonio storico-documentale e di un potenziale di progettualità in grado di porla come laboratorio europeo di una memoria e di un presente di incontro e di pluralità.”.

Ed è questo anche il senso di suddividere il cartellone in sei “avamposti”, “luoghi avanzati di pensiero – spiega Giuliani –, non a difesa di posizioni consolidate nella tradizione, ma esplorazioni in territori culturali non ancora definiti dove si possano intercettare i cittadini di domani in grado di tramandare a modo loro l’eredità della prima guerra mondiale, intesa come momento originario della modernità e di una comune identità europea”.

Numerose, quanto prestigiose, le collaborazioni intessute anche a livello internazionale per realizzare “Le stagioni della memoria”. Si va dalla Fondazione “Museo Storico del Trentino”, allo Städt Museum di Esslingen (Germania), dall’Istituto per la storia del Risorgimento italiano – Museo Centrale del Risorgimento di Roma ai MGML Mestni Muzej e il Kinodvor Mesti Kino di Lubiana (Slovenia); dall’Istituto Luce di Cinecittà (Roma) al Filmmuseum di Vienna (Austria) al progetto Urban Experience di Roma. Per non parlare della fitta rete di collaborazioni intessute in regione come quelle con il Visionario e il Centro Espressione Cinematografiche, la Cineteca del Friuli, il conservatorio Tomadini, l’ateneo friulano, il Teatro Nuovo “Giovanni da Udine”, la biblioteca civica “Joppi”, Radio Onde Furlane, il Centro Balducci, PuntoZero, Etrarte, i Civici Musei, Cinemazero e Mittelfest.

Il programma

Sei, come anticipato, gli “avamposti” pensati per raccontare con un nuovo spirito la Grande Guerra. La prima tappa partirà già il 24 giugno prossimo per proseguire fino al 28. Quattro giornate in cui verranno proposte delle vere e proprie chicche come il cine-concerto “En dirigeable sur les champs del bataille”, documentario francese del 1919 che presenterà, accompagnate dalle musiche eseguite da Glauco Venier e Michele Corcella, immagini riprese dalla marina francese dal Belgio alla Manica e proiettate nella corte di Palazzo Morpurgo per la prima volta in Italia. O, ancora, il reading di brani letterari selezionati da Giovanni de Luna e interpretati da un sempre straordinario Giuseppe Battiston con l’accompagnamento dal vivo di Piero Sidoti e dal Coro polifonico di Ruda. Tra gli appuntamenti da non perdere nel primo “avamposto” anche la presentazione dei materiali cinematografici inediti, commentati dagli storici Lucio Fabi e Luca Giuliani, girati in Triveneto dalle truppe inglesi, francesi e americane tra il 1917 e il 1918 e proposte per la prima volta in assoluto.

Tra luglio e agosto di quest’anno, poi, il secondo “avamposto” che proporrà, oltre a un incontro-dialogo tra l’assessore alla Cultura, Federico Pirone, e il giornalista e scrittore Nicolò Giraldi, e lo spettacolo storico-musicale “L’Attesa!… Das Warten!…” il grande concerto dell’Orchestra nazionale sinfonica dei Conservatori italiani proposto in collaborazione con Mittelfest e “Giovanni da Udine”.

Al centro del terzo “avamposto”, in programma tra il 29 e il 31 ottobre, invece, sarà il convegno internazionale “Le stagioni della memoria” con la proiezione di filmati d’epoca recentemente ritrovati dalla Cineteca del Friuli. Ma sarà anche il mese dell’inaugurazione della grande mostra fotografica “Con gli occhi della storia”, che presenterà alla Galleria Tina Modotti le foto d’epoca dei prigionieri italiani in Slovenia e le stampe originali dell’Esposizione Nazionale della Guerra tenuta nel 1919 a palazzo Bonora a Bologna.

In chiusura d’anno, per la quarta tappa, dal 16 al 18 dicembre, l’arte sarà protagonista con “Nella terra di nessuno”, happening internazionale di arte contemporanea, performing arts, cinema, musica, video-arte. A questo, per la “tregua di Natale”, si affiancherà anche un evento realizzato in collaborazione con Emergency.

Altra grande mostra, stavolta in castello, per il penultimo “avamposto”. Dal 12 al 14 febbraio 2016, infatti, oltre ad aprire i battenti l’esposizione “Propaganda e satira nell’illustrazione della “Grande Guerra”, sarà proposto un altro cine-concerto realizzato con il Kinodvor di Lubiana.

“Le stagioni della memoria” chiuderà poi, sesto “avamposto” tra il 20 e il 22 maggio 2016, con un altro happenig artistico (“Alfabeti della conoscenza”), la presentazione degli atti del convegno svoltosi ad ottobre, un cine-concerto e altri appuntamenti.

Per informazioni è possibile contattare l’ufficio Cultura del Comune (0432.414713 – 739 – infocultura@comune.udine.it) visitare il sito www.udinestorieincorso.it o seguire gli appuntamenti sulla pagina facebook (walkshow.udinestorieincorso), twitter (walkshowudine @walkshowudine) o cercando l’hasthag #udine1915.

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