08-02-2017
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Educazione e sport:in arrivo la Carta Etica del Comune

Promuovere una cultura dello sport come luogo di educazione a una vita sana, di amicizia, e di solidarietà, di inclusione e integrazione. È questo l’obiettivo principale della nuova “Carta Etica dello Sport” del Comune di Udine… che dopo il via libera della giunta comunale sarà discussa nella prossima seduta della commissione Politiche sociali e diritti di cittadinanza.

“Questo documento – sottolinea l’assessore all’Educazione, Sport e Stili di Vita, Raffaella Basana – è il frutto di un ampio confronto con numerose realtà del mondo dello sport, dalle associazioni sportive impegnate in sport diversi con attività rivolte a persone di ogni età ed abilità all’azienda sanitaria, dalle associazioni di genitori ai professori universitari impegnati nel campo dell’educazione e dell’etica sportiva, dai docenti di scuola secondaria di primo grado al Coni. È stato un percorso fruttuoso, ricco di spunti, e per questo ringrazio tutti i partecipanti che hanno messo a disposizione il proprio contributo: questa Carta Etica vuole essere un punto di partenza per un rinnovamento culturale diffuso e partecipato che porti a promuovere lo sport e a valorizzare il suo rilievo in ambito educativo, sociale e di salute”.

La Carta Etica dello Sport è il risultato dell’attività di un gruppo di lavoro composto da referenti del Comune delle associazioni sportive, genitoriali, delle scuole e dell’università. Proprio per questo si rivolge a tutti coloro che, a vario titolo, con ruoli e responsabilità diverse, hanno a che fare con la pratica sportiva: atleti, dirigenti, allenatori, genitori, tifosi, sponsor. Aderendo a questa proposta i dirigenti si impegnano ad esempio a “promuovere fattivamente la lealtà sportiva, contrastando con decisione corruzione e doping”; i tecnici e gli insegnanti si daranno come obiettivo “riconoscere il proprio ruolo di educatori, cercando di favorire la formazione integrale della persona e non solo lo sviluppo delle competenze tecnico-tattiche”; gli atleti si proporranno di imparare ad “accettare serenamente il responso del campo, anche quando è sfavorevole, rispettando le decisioni dell’arbitro e rifiutando la cultura del sospetto”; i genitori si impegneranno a “non assolutizzare l’impegno sportivo e riconoscere ai propri figli il diritto a non essere dei campioni, evitando di proiettare su di loro aspettative di successo a tutti i costi.

“Con questa iniziativa lo sport viene riconosciuto come importante veicolo di benessere e di crescita personale e perciò diritto di tutti i cittadini – osserva Basana –. Per fare in modo che questo documento sia effettivamente un punto di riferimento nel mondo dello sport, l’amministrazione comunale intende impegnarsi in un percorso di riconoscimento e valorizzazione delle associazioni virtuose”.

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