21-09-2017

Danni al DNA e loro influenza sul cancro: all’Ateneo 180 esperti da tutto il mondo

Cos’è il danno al Dna? Può avere un effetto su patologie umane come il cancro e le malattie neurodegenerative? Può essere riparato? Come certifica l’assegnazione del premio Nobel nel 2015, queste moderne ricerche in Biologia molecolare che provano a rispondere a queste domande sembrano essere tra le linee di ricerca più promettenti per la cura di malattie sempre più diffuse. Questi i temi della 6ª edizione della conferenza internazionale di biologia Usa-UeRepair of endogenous Dna damage”-“Riparazione dei danni endogeni del Dna”, che quest’anno si terrà a Udine dal 24 al 28 settembre.

Organizzato dall’Università di Udine assieme all’Università di Costanza (Ger), alla University of South Alabama - Mitchell Cancer Institute (Usa) e all’Istituto superiore di sanità, con la collaborazione dell’Università di Trieste e della Scuola internazionale di studi avanzati (Sissa), il congresso ospiterà una quarantina di relatori e circa 300 partecipanti tra studiosi, ricercatori, medici, dottorandi e tecnologi provenienti da tutto il mondo. Tra questi saranno presenti circa 130 studenti delle Università di Udine e Trieste. Come invitato speciale sarà a Udine il premio Nobel per la Chimica 2015 Tomas Lindahl che ha contribuito in maniera sostanziale alla scoperta dei meccanismi di riparazione dei danni causati al Dna dalle specie reattive dell’ossigeno, coinvolti in molte patologie umane incluso l’invecchiamento.

Aperta a tutta la cittadinanza, l’inaugurazione del convegno internazionale è prevista domenica 24 settembre al Teatro Giovanni da Udine e vede dalle 17 il benvenuto ai partecipanti con il saluto del rettore dell’Università di Udine, Alberto De Toni, e dei rappresentanti delle istituzioni. Interverrà anche Eugenia Dogliotti, direttrice del dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto superiore di sanità di Roma. A seguire, alle 18, la lectio magistralis del premio Nobel 2015 Tomas Lindahl su “Enzymatic surveillance of DNA instability”-“Il controllo enzimatico dell’instabilità del DNA”. In tale occasione la città onorerà la presenza del Nobel consegnandogli il sigillo da parte del sindaco di Udine, Furio Honsell.

Dalle 15.30 l’incontro “Relevant papers in applied biology by young researchers of UniUd”-“Importanti pubblicazioni in biologia applicata a cura di giovani ricercatori dell’Università di Udine” promosso dal dipartimento di Area medica (Dame) e da quello di Scienze agroalimentari, ambientali e animali dell’Ateneo friulano, che presenteranno alla città i recenti risultati scientifici ottenuti. Protagonisti i giovani ricercatori dell’Università di Udine che con brevi interventi illustreranno alcune ricerche, attualmente sviluppate presso l’Ateneo udinese, sull’impiego di biotecnologie avanzate nello studio del cancro basate sull’analisi dei geni, oltre alle indagini sui meccanismi che determinano il comportamento delle api e gli studi sulle interazioni ospite-patogeno e dell’assorbimento nutrizionale nelle piante coltivate.

«Un’occasione – sottolinea Gianluca Tell, membro del comitato scientifico internazionale e di quello organizzatore del convegno – per conoscere gli scienziati del futuro che già oggi lavorano con successo nell’Ateneo udinese».

Obiettivo del convegno, fin dalla prima edizione, è quello di sostenere percorsi di studio e collaborazione fra scienziati americani e europei che si occupano dei processi cellulari che portano all’instabilità genomica alla base di numerose patologie umane. Ricerche che, in particolare, focalizzano l’attenzione sulle risposte fisiologiche delle cellule ai danni del genoma e sui difetti di queste risposte in relazione alla predisposizione verso il cancro, le malattie neurologiche e l’invecchiamento precoce. Studi nei quali anche l’Università di Udine è all’avanguardia.

«Questa importante conferenza scientifica sull’origine dei danni al Dna che si svolge ogni tre anni in maniera alternata tra Europa e Usa – spiega Tell – cercherà di stimolare percorsi di collaborazione internazionale volti a migliorare la salute della popolazione mondiale attraverso l’identificazione di nuovi target terapeutici e lo sviluppo di trattamenti strategici capaci di regolare i processi di riparazione del Dna. Lo scopo è quello di potenziare le cure contro i tumori, ritardare fenomeni neurodegenerativi e ridurre i cambiamenti patologici associati all’invecchiamento».

Il congresso si avvale del patrocinio di Area Science Park di Trieste, Friuli Innovazione, Consorzio per la Biomedicina molecolare di Trieste, National Institutes of Health (Usa) e dei Comuni di Udine e Cividale. 

Da lunedì 25 settembre a giovedì 28 settembre, nelle Grandi Aule del polo economico-giuridico dell’Università di Udine (via Tomadini), si terranno le sessioni del convegno con una cinquantina di conferenze e numerosi momenti di confronto tra giovani studiosi e scienziati esperti giunti a Udine dai più importanti centri di ricerca a livello internazionale. 

A margine della conferenza, nell’ambito del ciclo di incontri “Aperture 2017” promosso dall’Università di Udine in collaborazione con il Comune di Udine e la Fondazione Friuli, saranno proposte due conferenze divulgative aperte al pubblico sul tema “Dallo studio dei meccanismi molecolari coinvolti nelle malattie alle nuove prospettive per la salute umana”. Lunedì 25 settembre, alle 17, in Sala Ajace a Udine, Eugenia Dogliotti, direttrice del dipartimento di Ambiente e Salute dell’Istituto superiore di sanità a Roma, terrà una conferenza dal titolo “Inquinamento ambientale e salute umana”. Martedì 26 settembre, alle 17, sempre in Sala Ajace, Alessandro Vindigni, professore di Biochimica e Biologia molecolare alla Saint Louis University School of Medicine (Usa), parlerà di “Nuove strategie per lo sviluppo di farmaci chemioterapeutici”.

Per la partecipazione all’evento inaugurale, in lingua inglese senza l’ausilio di traduzione, è necessaria la registrazione online. Terminati i biglietti non sarà possibile garantire l’accesso alla sala ai non possessori.