14-07-2015
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Clima, a Udine nessuna “isola di calore”

Udine non presenta significative “isole di calore”, il particolare fenomeno che, a causa di un’eccessiva urbanizzazione, provoca un aumento delle temperature minime e massime nei centri cittadini rispetto alle periferie, con positive ricadute sia sotto il profilo ambientale, sia sanitario. “Segno evidente – commenta l’assessore all’Ambiente, Enrico Pizza – di un’efficace politica urbanistica sviluppata nel passato che ha realizzato molto verde e che ha ridotti gli spazi chiusi così da consentire maggiore ventilazione e un minor assorbimento di calore nelle zone più cementificate”.

Parlare adesso di “isole di calore”, proprio a ridosso dell’arrivo di un altro fronte caldo che porterà in su la colonnina dei termometri non è un caso, anche se il lavoro è frutto di un anno di sperimentazione portata avanti, grazie al contributo dell’assessorato all’Ambiente, sotto la direzione scientifica dell’Unione Meteorologica del Friuli Venezia Giulia.

Udine, infatti, continua ad essere in prima fila nel campo dell’innovazione e si conferma fucina di esperienze all’avanguardia visto che che lo studio è stato condotto per la prima volta con un approccio di “citizen science”, ovvero mediante il contributo di privati cittadini che, volontariamente, hanno portato avanti le attività di ricerca secondo protocolli scientifici e riconosciuti a livello internazionale. Un approccio che ha suscitato anche la curiosità del Comune di Trento, interessato a condurre un esperimento simile, visto che è la prima volta che viene effettuato su una città medio-piccola come Udine.

Ma vediamo che cosa è emerso. È noto ormai che a causa del cemento, dell’asfalto presente in modo massiccio e dei ridotti spazi tra gli edifici, i centri storici risultino più caldi rispetto alle periferie, dove l’urbanizzazione è inferiore e la ventilazione maggiore. Questo fenomeno, chiamato “isola di calore”, provoca un innalzamento delle temperature in alcuni casi fino a 10 gradi rispetto ai perimetri delle città. Il che comporta maggiori costi per il raffreddamento delle abitazioni con conseguenti effetti dal punto di vista dell’inquinamento e della sostenibilità ambientale.

E a Udine? Nel capoluogo friulano, invece, questo effetto è estremamente ridotto, tant’è che non si sono notate sostanziali differenze tra le temperature massime misurate in centro e in periferia, mentre per quelle minime le differenze riscontrate sono state appena intorno ai 2 o 3 gradi.

“Questo – chiarisce ancora Pizza – è dovuto, oltre che per le ridotte dimensioni della città, anche da alcune scelte urbanistiche operate nel passato e portata avanti negli anni. Penso, ad esempio, al nuovo piano regolatore e al nuovo piano della mobilità che hanno tolto, rispettivamente un milione di metri cubi edificabili e l’equivalente di circa 100 campi di calcio per nuove ipotetiche strade previste. I turisti che per la prima volta arrivano in città – spiega – rimangono sempre colpiti dalla grande quantità di verde presente in città. Parchi, giardini, viali alberati, aiuole fiorite, infatti, contribuiscono a creare quel ‘polmone’ in grado di abbassare le temperature. Senza contare – prosegue – la presenza delle rogge, visto che è noto che l’evaporazione dell’acqua produce un raffreddamento della temperatura. Udine, insomma, con il suo milione di metri quadri di verde pubblico e con il 40% del suo territorio occupato da verde pubblico, privato e agricolo si conferma una città sempre più green”.

Grazie al contributo dell’assessorato all’Ambiente, sono stati acquistati dei “micro-sensori” e sono state progettate delle strutture per contenerli garantendo la rappresentatività e confrontabilità dei dati raccolti. Venti i punti monitorati dall’agosto del 2014 da dei cittadini-volontari: in piazza XX Settembre, in piazza Duomo, in piazza Primo Maggio, in via Del Bon, in via Bergamo (Rizzi), in via Volturno (palazzo della Regione), in via Cormor Basso, in via Castions (San Paolo-Sant’Osvaldo), in via Treviso, in via Baldasseria Media, in via Pizzo, in via Cividale, in via Tonelli (San Gottardo), in via Molin Nuovo, al Palamostre, in via D’Artegna, in via Monte Croce (Paderno), al Parco del Torre, in via Friuli e in via Presoni.

Il progetto, per il quale Pizza tiene a “ringraziare il prezioso lavoro dei volontari”, ha permesso anche di evidenziare degli effetti di asimmetria nel campo termico della città. Nel dettaglio, le temperature, sia massime che minime, tendono ad essere maggiori lungo la direttrice da nordest verso sudovest. Questo effetto è verosimilmente dovuto alla presenza del Torre e del suo bacino che raccoglie aria mediamente più fredda e che, grazie al sistema di brezze lungo la direttrice nordest-sudovest, produce gli effetti sopra descritti.

Per concludere, verde, spazi areati, rogge e un’attenta politica sviluppata negli anni hanno fatto sì che in centro a Udine non si raggiungessero “isole di calore” insopportabili. Fenomeno che poterebbe ad avere degli effetti negativi, oltre che sul fronte ambientale, anche su quello sanitario per l’eccessivo caldo patito soprattutto dalle fasce più deboli della popolazione.

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