04-08-2015
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Caserma Osoppo, ok alle linee guida per la riqualificazione

“Un passo avanti molto importante per rimettere finalmente in gioco gli undici ettari della caserma Osoppo, di cui attualmente sono stati restituiti alla città soltanto nella parte della palazzina comando e di una piccola parte del parco”.

È con soddisfazione che il sindaco di Udine, Furio Honsell, commenta la decisione della giunta comunale di approvare le linee guida “per il conferimento del diritto di superficie e/o l’alienazione per la riqualificazione e la valorizzazione dell’area denominata ex caserma Osoppo” in via Brigata Re. L’oggetto dell’appalto, infatti, prevede il recupero di immobili o la nuova costruzione di immobili in termini più generali dell’intero compendio immobiliare o di parte dello stesso.

“Ora – prosegue Honsell – con queste linee guida, che passeranno al vaglio del consiglio comunale di settembre, potremo procedere direttamente alla pubblicazione del bando che prevede due possibilità, o l’acquisto o l’acquisizione del diritto di superficie da parte dei privati secondo le manifestazioni di interesse raccolte ancora nel 2012. L’auspicio – continua – è che tanti imprenditori che vogliono investire possano essere incentivati da questa formula che abbiamo voluto essere molto flessibile, anche se è chiaro che il progetto di realizzazione, che accompagnerà la richiesta di acquisto, dovrà ricevere ovviamente l’avvallo da parte del Comune”.

Tre i “comparti”, o lotti, dell’intero compendio interessati, per un valore di diritto di superficie complessivo pari a oltre 3 milioni e mezzo di euro o di oltre 6 milioni e 800 mila euro in caso di acquisto. Per quanto riguarda la destinazione d’uso dei tre comparti, il primo è destinato a strutture sportive/ricreative, residenziale e funzioni correlate. Il secondo alla valorizzazione della Piazza d’Armi, dovrà garantire l’integrazione tra i comparti e il parco adiacente e dovrà prevedere il recupero degli edifici esistenti (fabbricato 8 e fabbricato 9). In questo caso è anche prevista una edificabilità con destinazione residenziale, direzionale e commerciale. Il terzo lotto, infine, è destinato al mantenimento dell’edificio (fabbricato 11) che conserva la funzione di elemento di chiusura della piazza d’armi e potrà sviluppare un’edificabilità a destinazione direzionale, istruzione, residenza e servizi.

“Finalmente – commenta il vicesindaco e assessore alla Pianificazione Territorio, Carlo Giacomello – raggiungiamo un traguardo importante approvando una delibera che ha voluto andare incontro il più possibile alle esigenze degli acquirenti. Pur rendendoci conto di un momento difficile – prosegue – abbiamo infatti cercato di perseguire un principio che rendesse quanto più appetibile l’operazione. Innovativa e importante, poi, la doppia soluzione pensata, che può quindi dare spazio o alla vendita o alla cessione del diritto di superficie. Ora – conclude Giacomello – nel caso in cui si facessero avanti degli interlocutori interessanti, tutte le idee emerse in questi anni possono trovare applicazione in quell’area”.

Nel caso di cessione del diritto di superficie, la durata avrà durata massima di 30 anni, rinnovabili, con facoltà del cessionario di proporre un termine diverso e comunque non superiore ai 50 anni. Scaduto il termine finale della cessione, poi, il diritto di superficie e/o la proprietà superficiaria si estingueranno e il nudo proprietario diverrà proprietario delle opere costruite dal cessionario e/o dai suoi aventi causa nello stato in cui si trovano senza che sia tenuto a versare alla controparte alcun indennizzo.

“Si tratta – conclude Honsell – di un risultato molto importante raggiunto grazie al lavoro dei tecnici del Comune. Con le sue peculiarità e le sue diversità, ovviamente, questo modello per molti aspetti richiama quello impiegato per la concessione dello stadio Friuli. Spero, dunque, possa avere lo stesso successo”.

Sia nel caso di acquisto, sia nel caso di costituzione del diritto di superficie/proprietà, gli aggiudicatari dovranno consentire l’utilizzo degli spazi e delle funzioni al fine di garantirne l’uso pubblico (viabilità anche ciclopedonale, parcheggi, verde pubblico e piazza a seconda dei lotti), facendosi carico della manutenzione ordinaria e straordinaria e degli adeguamenti normativi e dei costi operativi di gestione. I lavori di realizzazione delle opere previste nel permesso di costruire, infine, dovranno concludersi entro 5 anni dalla sottoscrizione del contratto.

Il percorso per la riqualificazione dell’ex caserma Osoppo, lo ricordiamo, parte dal 2011. Il Comune, infatti, da tempo ha avviato le procedure tecnico-amministrative per la riqualificazione dell’area sotto il profilo ambientale, urbanistico ed edilizio, privilegiando prioritariamente la naturale vocazione della zona ad assumere destinazioni funzionali di interesse pubblico e, in particolare, rivolte al sociale, nella consapevolezza che anche le destinazioni di valenza ed interesse privato possano e debbano nello specifico svolgere un ruolo di supporto e sostegno al processo attuativo e di valorizzazione. In particolare, l’operazione di valorizzazione della Caserma Osoppo è stata concretamente avviata nel 2011 con l’attivazione di un percorso che prevedeva, oltre alla ristrutturazione dell’ex “Palazzina Comando” da destinare a sede delle associazioni cittadine e attualmente già realizzata, anche il recupero della retrostante area verde e la pubblicazione di un avviso per manifestazione d’interesse così da verificare la possibilità di realizzare opere di urbanizzazione, infrastrutture e recupero dell’area di circa 100 mila metri quadrati di superficie e di parte dei fabbricati che insistono sulla stessa. Conclusa la fase di ascolto sono giunte una trentina di proposte contenenti, in alcuni casi, delle interessanti soluzioni tecniche di recupero del sito, anche con soluzioni che riguardavano interventi parziali. Nel 2012, quindi, si è dato corso ad una prima serie di incontri con la generalità dei proponenti, soffermandosi, per un approfondimento più puntuale, con i soggetti che hanno sviluppato soluzioni progettuali più articolate. E ora, infine, l’approvazione delle linee guida.

 

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