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Museo Diocesano e Gallerie del Tiepolo

Iniziato nel 1610 (su un preesistente edificio del XVI secolo) per volere del patriarca Francesco Barbaro, fu completato un secolo più tardi e ad affrescarlo fu chiamato Giambattista Tiepolo.
 Nel soffitto dello scalone si ammira La caduta degli angeli ribelli. Oltrepassata la sala del trono, dove sono visibili numerosi ritratti di Patriarchi e Arcivescovi, e la cappella privata (con una pala di Palma il Giovane – 1544-1628), si giunge nella Galleria dove tutti gli affreschi sono del Tiepolo: Abramo e gli Angeli, Rachele che nasconde gli idoli, e L’Angelo che appare a Sara, tre medaglioni sul soffitto rappresentanti Agar nel deserto e il Sogno di Giacobbe, sei statue monocrome in finte nicchie e due chiaroscuri alle testate.
Nella sala rossa, su soffitto, è raffigurato il Giudizio di Salomone e nei quattro medaglioni i profeti Isaia, Geremia, Ezechiele e Daniele. Questa sala è considerata l’ultima fatica del periodo udinese del Tiepolo.
Nella sala azzurra sono conservati affreschi di Giovanni da Udine (o Giovanni il Ricamatore). Molti di questi sono stati ritoccati, di sua mano rimangono solo le grottesche che riempiono lo spazio dei riquadri.
Di grandissimo valore è la Biblioteca voluta dal Patriarca Dionisio Delfin (inizio 1700): conserva più di diecimila volumi, fra cui molti libri rari e preziosissimi codici in lingua greca ed ebraica.
Nelle sale espositive del primo piano si ammira una preziosa collezione lignea dal XIII al XVIII secolo, una piccola sala propone periodicamente diversi oggetti liturgici di particolare pregio e la pinacoteca.

Apertura al pubblico: da mercoledì a lunedì
dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00
Ingresso a pagamento